Per i ciechi del Togo – Aprile 2026

Per i ciechi del Togo

Bollettino informativo del Gruppo San Francesco d’Assisi di Barbarano Mossano

www.grupposanfrancesco.org

Sommario

1 Con l’istruzione i mendicanti ciechi sono ora cittadini del loro paese – di Flavio Fogarolo

2 A Kara abbiamo consegnato in un solo giorno 17 computer

3 Anche usando il computer, il braille rimane indispensabile

4 Tutte le scuole dei non vedenti hanno adesso un laboratorio di informatica

5 Com’è difficile in Togo essere mamme e cieche.

6 Nuovi servizi igienici a Dapaong.

7 Ciechi che fabbricano gessi da lavagna

8 Il nostro 5 x 1000

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Articolo numero 1

Urbana Carezzoli e Padre Fabio Gilli avevano proprio ragione:

Con l’istruzione i mendicanti ciechi sono ora cittadini del loro paese

Sono passati 35 anni da quando, grazie alla spinta di Urbana Carezzoli e di Padre Fabio Gilli, abbiamo cominciato a sostenere l’istruzione dei ciechi del Togo, 25 da quando Urbana ci ha lasciati.

Ogni tanto è utile guardare indietro e chiedersi cosa è cambiato. I bambini ciechi erano considerati allora segno di una maledizione, da tenere lontani. Padre Fabio raccontava spesso delle sassate che ricevevano i primi ospiti del centro Kekeli Neva di Togoville quando entravano nel villaggio: erano ciechi perché erano sgraditi agli spiriti, e dovevano quindi stare lontani.

Oggi in Togo tutti i bambini ciechi vanno a scuola, sono ben seguiti e imparano assai di più di molti coetanei vedenti che frequentano le scuole pubbliche dei villaggi in classi da 60 alunni, senza libri né quaderni. In pochi anni i primi ragazzi ciechi sono andati alle superiori, poi ci sono stati i primi diplomati, i primi che sono entrati all’università, i primi che si sono laureati. Una evoluzione che in Italia ha richiesto generazioni qui si è compiuta in una ventina d’anni.

I giovani ciechi oggi sono di media assai più istruiti degli altri, parlano correttamente il francese che in Togo è la lingua ufficiale ma che solo chi è stato a scuola sa usare.

Non ci sono statistiche ufficiali ma è evidente che il numero dei bambini ciechi è nettamente diminuito. Una ventina d’anni fa a Togoville c’erano circa 40 bambini alla primaria, adesso sono 15. Numeri simili si registrano anche nelle altre scuole. Merito indubbiamente dell’assistenza sanitaria: all’inizio quasi nessuno dei bambini ciechi ammessi in queste scuole aveva mai incontrato un oculista, poi si vedeva che molti avevano perso la vista per patologie che potevano essere curate. Adesso tutti sono visitati e i risultati si vedono.

All’inizio solo pochi continuavano gli studi, adesso ci sono più alunni alla secondaria che alla primaria. Molti sono davvero bravi, vorrebbero andare all’università ma non hanno i mezzi: noi cerchiamo di dare a tutti anche questa possibilità.

Urbana e Padre Fabio avevano proprio ragione: grazie all’istruzione anche in Togo i mendicanti ciechi sono diventati ora cittadini del loro paese.

Flavio Fogarolo

Articolo n. 2

Il nostro progetto per informatizzare gli studenti ciechi del Togo è arrivato al secondo anno e sta cambiando la loro vita

A Kara abbiamo consegnato in un solo giorno 17 computer

È ormai da quasi un anno che diamo i computer agli studenti ciechi del Togo ma mai avevamo consegnato così tanti apparecchi in un colpo solo: sono ben 17 gli studenti che giovedì 19 marzo, nei locali dell’università, hanno ricevuto il loro computer.

Dieci ci sono stati donati dalla Accenture di Milano, gli altri acquistati di occasione grazie alle donazioni ricevute. Per loro è uno strumento fondamentale che consente di accedere in autonomia ai documenti necessari per seguire gli studi, che sarebbe impossibile avere tutti in braille.

Oltre al computer hanno ricevuto anche una borsa per poterlo trasportare facilmente dove serve perché, ne siamo sicuri, esso diventerà presto, per ciascuno di essi, un compagno inseparabile.

Victorine è una studentessa cieca iscritta ora al primo anno di specialistica, che ha ricevuto il suo computer qualche mese fa.

Ecco cosa ci ha scritto:

È uno strumento che mi consente di accedere molto più facilmente ai testi di studio, di scrivere i miei elaborati in modo efficiente e di condurre ricerche approfondite.

Ma contribuisce anche a ridurre le tante disuguaglianze che spesso dobbiamo affrontare e ci dà la possibilità non solo di fare quello che fanno gli altri ma, se ne siamo capaci, anche di eccellere e farlo meglio!

Ci avete fatto un dono preziosissimo: per noi nulla è più come prima.

Foto:
Foto di gruppo a Kara, dopo la consegna dei computer.

Articolo n. 3

Troppo limitante per i ciechi accedere solo con la voce

Anche usando il computer il braille rimane indispensabile

Vogliamo dare un computer a ogni studente universitario cieco del Togo, e ci stiamo riuscendo!

Sembrava un sogno fino a qualche mese fa, ma siamo già arrivati a metà Il nostro progetto di informatizzazione degli studenti ciechi del Togo sta raggiungendo risultati un anno fa inimmaginabili, eppure adesso vogliamo fare un altro passo importante e fornire alcuni display braille, ossia i dispositivi che consentono di leggere i testi al computer sentendo i caratteri con le dita, non solo attraverso la voce della sintesi vocale, come fanno adesso.

Con il braille è possibile sapere immediatamente come è effettivamente scritto un testo, cogliere l’ortografia, la punteggiatura…

Si potrebbe fare anche con la sola voce, ma richiede una procedura lenta e dagli esiti incerti.

Il braille è fondamentale nello studio delle lingue straniere per distinguere correttamente quello che è scritto da come si pronuncia, operazione molto difficile da gestire con la sola sintesi vocale.

In Italia tutti gli studenti ciechi usano il computer con il display braille, in Togo nessuno.

Sono apparecchi piuttosto costosi ed è difficile trovarne di usati, per questo il nostro obiettivo per adesso è quello di allestire almeno due postazioni, una per ciascuna delle due università del Togo, destinate a rotazione agli studenti che devono svolgere attività particolari, come ad esempio quelli che stanno scrivendo la loro tesi finale.

È il nostro progetto del 2026, e contiamo di farcela. Il primo apparecchio è già in viaggio.

Nelle foto: questo è il primo display braille che abbiamo spedito in Togo. Arriverà ai primi di maggio e sarà installato nel nostro centro di supporto a Lomé, a disposizione degli studenti ciechi della capitale.

Articolo n. 4

Non solo i computer portatili per gli studenti

Tutte le scuole dei non vedenti hanno adesso un laboratorio di informatica

Quando l’anno scorso abbiamo cominciato a distribuire i computer agli universitari abbiamo dovuto constatare che solo gli studenti della capitale avevano seguito in precedenza dei corsi per imparare ad usarli. Poi hanno imparato lo stesso, ma è evidente che se avessero seguito dei corsi prima, quando erano alla secondaria, sarebbe stato molto meglio.

Noi aiutiamo 7 scuole per non vedenti, in tutte le regioni del Togo, e solo due disponevano di un laboratorio informatico. Abbiamo promesso che, se si fossero impegnati a organizzare i corsi, avremmo attrezzato un laboratorio informatico anche nelle altre cinque, e così è stato: adesso ogni scuola ha un laboratorio con 3 PC, tutti attrezzati con i programmi di base per i non vedenti e con lo schermo configurato per gli ipovedenti.

Per prima cosa i ragazzi ciechi devono imparare a scrivere senza, ovviamente, guardare i tasti, ma questo non è un problema insormontabile. In tutti i computer che abbiamo spedito è già installato un programmino apposito in francese, chiamato ApprendiClavier, che aiuta chi non vede a riconoscere i tasti in autonomia.

Il direttore della scuola di Kara ci ha descritto l’entusiasmo dei ragazzi al momento della prima lezione; quasi tutti avevano tanto sentito parlare dei computer ma era la prima volta che ne toccavano uno.

Foto: Sopra il laboratorio informatico di Kara, sotto quello di Dapaong. Abbiamo cominciato con 3 computer ciascuno, ma contiamo di aumentare in futuro la dotazione.

Articolo n. 5

La difficile situazione delle mamme cieche

È ovunque difficile essere mamma senza vedere, ma in Togo lo è assai di più. Seguiamo le loro storie da decenni; tante le abbiamo conosciute che erano delle ragazzine piene di vita e bravissime a cantare. Le ritroviamo parecchi anni dopo nel nuovo ruolo di giovane mamma, forzatamente adulte. Praticamente tutte hanno abbandonato gli studi e molte sono tornate dai genitori che diventano però, inevitabilmente, anziani e le possono aiutare sempre meno.

I padri si accorgono presto che avere in casa una donna cieca non è un grande affare; in molti casi scompaiono, spinti anche dai loro familiari, e la mamma cieca resta sola con i bambini.

Bambini che crescono e diventano per lei una risorsa preziosa: fin da piccolissimi imparano ad accompagnare la mamma che non vede, a guidarla, a trovare gli oggetti in casa, a riconoscere e contare i soldi assieme a lei. Sono donne assai più istruite della media, che hanno frequentato la scuola per diversi anni e sono molto attente a sostenere l’istruzione dei figli.

Quando diventano grandicelli vorrebbero farli studiare ma in Togo se non si paga si ha ben poco e così cominciano a cercare aiuto e si rivolgono a noi. Solo nei primi mesi del 2026 sono state tre le mamme cieche che ci hanno chiesto un sostegno per l’istruzione dei figli, aggiungendosi alle altre che aiutiamo da tempo.

In tutto sono una decina le mamme che aiutiamo: tutte fragili e forti, determinate e coraggiose per necessità. 

Articolo n. 6

Nuovi servizi igienici a Dapaong

Vi abbiamo parlato più volte della povera scuola per ciechi di Dapaong, dove i bambini mangiavano per terra e da alcuni mesi, grazie a una raccolta fondi del MAC – Movimento Apostolico Ciechi, hanno un refettorio come si deve.

Il progetto prevedeva anche la costruzione di un edificio con dei nuovi servizi igienici, che potesse sostituire quelli assolutamente inadeguati che utilizzavano i bambini.

I lavori sono terminati ai primi di gennaio con grande soddisfazione di tutti. Adesso rimangono da sistemare alcuni dormitori, ma aspettiamo le vacanze, quando i bambini saranno tornati nelle loro case.

Nelle foto: A sinistra i nuovi servizi igienici, con i due ingressi, per i ragazzi e le ragazze. All’interno lavandini, docce e wc.
A destra quelli precedenti, pochi, indecorosi, alcuni senza porte. I ragazzi si lavavano in cortile, con delle bacinelle, aspettando il buio.

Articolo n. 7

Ciechi che fabbricano gessi da lavagna

Dal 1994 è in funzione a Togoville, presso l’istituto dei ciechi Kekeli Neva, una fabbrichetta per la produzione di gessi da lavagna che negli anni è riuscita a dare salario e dignità a tante persone non vedenti che non avevano nulla.

Era un progetto all’avanguardia, sostenuto in particolare dall’as-sociazione Ciechi di Guerra del nord Italia, che aveva allora sede a Rubano (PD), che ha fornito l’attrezzatura e, per tanti anni, anche la polvere di gesso e i coloranti necessari. Attualmente l’attività è in crisi e si fa fatica a pagare i salari, anche se molto modesti, di tante persone. Le scuole preferiscono acquistare i gessi importati dall’Europa o dalla Cina ritenuti di qualità molto migliore, che durano di più e non fanno polvere.

Il fatto è che negli ultimi anni è cambiato totalmente il sistema di produzione industriale ed è impossibile fabbricare in piccoli laboratori artigianali, con la vecchia tecnica degli stampi, dei gessi come quelli delle industrie europee o cinesi.

In Togo i gessetti sono molto richiesti perché non vengono usati solo a scuola, come da noi, ma anche dalle famiglie: tutte hanno in cortile una lavagna (un rettangolo di intonaco annerito con polvere di carbone) e i ragazzi fanno i compiti per casa scrivendo con i gessi, raramente usando penne e quaderni.

Quelli prodotti dai ciechi faranno un po’ più di polvere ma funzionano benissimo e costano quattro volte meno di quelli importati: dobbiamo trovare il modo di far ripartire questa preziosa attività.

Stiamo provando ad avviare anche qualche attività alternativa, come la produzione di statuette di gesso. Abbiamo acquistato su internet degli stampi in silicone di soggetti di vario tipo, religiosi ma non solo. Nel loro laboratorio hanno già tutto quello che serve per realizzare delle statue. Il problema poi sarà venderle, ovviamente, ma a Togoville c’è un santuario mariano famoso in tutto il Togo e  qualche possibilità c’è. Vale la pena provare anche questa strada.


Nelle foto: 

Due immagini del laboratorio per la produzione dei gessetti da lavagna di Togoville: qui a fianco vengono messi nelle griglie ad essiccare, in alto la stanza dove vengono inseriti nelle scatole. Le persone vedenti che ci lavorano sono solo un paio, tutti gli altri sono ciechi totali.

Articolo n. 8

Il nostro 5 x 1000

La primavera è anche la stagione del 5 per 1000 e anche noi, ovviamente, ci facciamo sentire!

Se non sapete a chi assegnarlo, ricordatevi dei ragazzi ciechi del Togo.

Questo è il nostro Codice Fiscale:

95 047 860 242

Nel 2025 abbiamo ricevuto dall’Agenzia delle Entrate 9.842 euro, corrispondenti a 391 scelte nelle dichiarazioni dei redditi del 2024, registrando un discreto incremento rispetto all’anno precedente.

Le entrate del 5×1000 coprono quasi il 20% dei nostri interventi in Togo e senza di esse molte azioni non sarebbero state possibili.

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Come aiutarci:

Potete inviare le vostre donazioni:

– Presso gli uffici postali con bollettino di C.C.P. n. 18 88 33 55 intestato a “Gruppo S. Francesco d’Assisi odv”

– Con bonifico bancario:IBAN

IT07 U076 0111 8000 0001 8883 355

Bancoposta Agenzia di Vicenza

– On line con PayPal seguendo il link diretto nell’home page del nostro sito: www.grupposanfrancesco.org

5 per 1000

Sostieni con il 5 per mille l’istruzione dei bambini e ragazzi ciechi in Togo

Codice Fiscale: 9 5 0 4 7 8 6 0 2 4 2

Gruppo S. Francesco d’Assisi

Associazione di solidarietà per i ciechi del Togo – ONLUS

Fondata da Urbana Carezzoli

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