Per i ciechi del Togo
Bollettino informativo del Gruppo San Francesco d'Assisi di Barbarano Mossano
www.grupposanfrancesco.org
Settembre 2025
Sommario
1 Un computer per tutti gli studenti ciechi, ma anche interventi sanitari per chi è in difficoltà - di Flavio Fogarolo
2 «Sogno un futuro in cui ogni studente con disabilità abbia le stesse opportunità di tutti. Grazie a voi, questo sogno inizia a diventare realtà.» di Habibou Adidjatou
3 Promossi al 100%!
4 Un refettorio decoroso anche per i bambini ciechi di Dapaong di F. F.
5 Costruiamo per loro un’aula all’aperto, ma non solo!
6 Qui solo chi può pagare viene curato e per i poveri ammalarsi è una tragedia
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Articolo numero 1
Un computer per tutti gli studenti ciechi, ma anche interventi sanitari per chi è in difficoltà
È con grande soddisfazione che possiamo dirvi che siamo riusciti a consegnare un computer a tutti gli studenti universitari non vedenti che seguiamo in Togo. Oltre a 27 apparecchi portatili, ad uso personale, abbiamo inviato anche una decina di fissi per allestire tre laboratori informatici dove i più giovani potranno intanto imparare ad usarli.
Per capire l’importanza di questi strumenti, e come possono davvero cambiare la vita a chi non vede, vi invito a leggere all’interno l’appassionata testimonianza di Habibou, una delle nostre studentesse. Ne vale la pena!
Il nostro impegno su questo fronte ovviamente non finisce qui. A settembre entreranno all’università almeno una decina di nuovi studenti ciechi e anche loro dovranno essere attrezzati. Non sarà facile, ma ce la possiamo fare.
Continuiamo a scandagliare le offerte che si trovano in rete, alla caccia di computer veramente di occasione, e qualche buon affare riusciamo a farlo. Sempre ben accetti i computer, ma anche i telefoni, dismessi: in Togo sanno rimettere in funzione apparecchi che noi consideriamo non più riparabili.
Tutti questi acquisti devono essere realizzati con finanziamenti aggiuntivi, senza intaccare le entrate ordinarie destinate al nostro primo obiettivo che riguarda globalmente l’istruzione dei non vedenti, e quindi il supporto economico agli istituti, la fornitura di carta braille e altro materiale didattico, le borse di studio per gli studenti più grandi e il funzionamento della nostra stamperia braille.
Vi voglio parlare, per concludere, delle emergenze sanitarie, recentemente molto frequenti e impegnative. In Togo le cure mediche si pagano sempre e succede spesso che delle persone in difficoltà, in particolare dei non vedenti adulti che non hanno un vero reddito e che ci conoscono bene, ci chiedano aiuto per farsi curare.
Li conosciamo ovviamente anche noi: dopo tanti anni che veniamo qui, “I ciechi del Togo” non sono una generica categoria ma persone con un nome, una faccia, una storia…
Non possiamo certo far finta di nulla: se non li aiutiamo noi, non passerà un Samaritano che lo farà al nostro posto. Grazie al vostro aiuto noi, in ogni caso, ci saremo!
Flavio Fogarolo
Immagine di copertina: Consegna dei computer a una dozzina di studenti non vedenti dell’Università di Lomé
Articolo n. 2
Una studentessa ci racconta come un computer può cambiare la vita
«Sogno un futuro in cui ogni studente con disabilità abbia le stesse opportunità di tutti. Grazie a voi, questo sogno inizia a diventare realtà.»
Mi chiamo Habibou Adidjatou, sono studentessa non vedente dell'Università di Lomé e rappresentante degli studenti con disabilità dell’università. Quella che condivido qui non è solo la mia storia, ma anche quella dei miei compagni, giovani come me, che sognano un futuro nonostante gli ostacoli.
Per alcuni di noi, la cecità è presente dalla nascita. Abbiamo imparato a leggere e scrivere in Braille fin dalla prima elementare, in centri specializzati. Per altri, la vita è stata stravolta da una malattia o da un incidente. Abbiamo dovuto reimparare tutto, ricostruire tutto, spesso dolorosamente, ma con determinazione.
Arrivare alle scuole medie, poi alle superiori e conseguire il diploma non è mai stato facile. Ma ciò che ci ha lasciato il segno più profondo è stato il periodo all'università. Un luogo in cui ci aspettiamo più autonomia, più libertà, ma dove abbiamo rapidamente incontrato nuove barriere: corsi online, piattaforme digitali inaccessibili per noi che avevamo solo un telefono, l'impossibilità di leggere documenti di grandi dimensioni o testi di letteratura che non possono essere trascritti in Braille.
Vedere gli altri andare avanti, mentre per noi tutto sembrava impossibile, ci faceva provare un profondo senso di impotenza. Studiare senza computer, per uno studente cieco, è come camminare nel buio senza bastone bianco.
Ma oggi, grazie al gruppo San Francesco d'Assisi, qualcosa è cambiato. Qualcosa di grande.
I computer che ci hanno dato non sono solo macchine. Sono chiavi. Chiavi che aprono le porte all'autonomia, alla ricerca e alla conoscenza. Grazie a questa chiave ora possiamo accedere a corsi online, leggere documenti di grandi dimensioni, ascoltare libri, fare ricerche da soli e, soprattutto, studiare con dignità. È una nuova pagina della nostra vita universitaria che si apre per noi. Una pagina più equa, più accessibile, più umana.
Non scrivo queste parole solo per ringraziarvi. Le scrivo per testimoniare. Per dire che un gesto, un sostegno, una mano tesa, possono davvero cambiare una vita. E che la vostra generosità, di voi che siete in Italia, ci dà il coraggio di continuare, ogni giorno, a credere in noi stessi.
Io sogno un futuro in cui ogni studente con disabilità abbia le stesse opportunità di tutti gli altri. E grazie a voi, questo sogno inizia a diventare realtà. Grazie per averlo reso possibile. Grazie per aver creduto in noi.
Habibou Adidjatou,
Università di Lomé.
Foto:
1 Habibou, autrice di questo articolo, mentre riceve il suo computer
2 Consegna dei computer agli studenti non vedenti di Kara.
3 Le due studentesse di Dapaong con i computer appena consegnati
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Articolo n. 3
Ottimo risultato al BAC degli studenti ciechi in Togo
Promossi al 100% !
Dai dati sull’esame di stato finale (qui lo si chiamano BAC, alla francese) che stiamo raccogliendo, risulta che tutti i candidati non vedenti l’hanno superato.
Questo esame è molto più difficile e selettivo del nostro esame di maturità. Quest’anno è stato superato dal circa il 75% dei candidati, molto meglio dell’anno scorso in cui i respinti (53%) sono stati più dei promossi (47%).
Il 100% di successo dei non vedenti è in ogni caso molto significativo, indice del grande impegno di questi ragazzi.
I diplomati sono una decina e possiamo dare per scontato che tutti si iscriveranno all’università. Ai più bisognosi daremo, come al solito, una borsa di studio ma quest’anno abbiamo anche l’impegno di fornire a ciascuno un computer.
A proposito di computer, segnaliamo questa iniziativa degli studenti ciechi di Kara: da soli hanno organizzato un corso di informatica che durerà tutto il mese di agosto, sette giorni su sette! I corsi universitari sono sospesi e queste saranno le loro vacanze: imparare a usare meglio possibile gli strumenti che hanno ricevuto. Complimenti!
Nella foto: gli studenti ciechi dell’università di Kara imparano a usare il computer
Articolo n. 4
Grazie a un progetto del MAC, Movimento Apostolico Ciechi, finalmente non mangeranno più per terra
Un refettorio decoroso anche per i bambini ciechi di Dapaong
La scuola per ciechi di Dapaong, all’estremo nord del Togo, è ospitata negli edifici, piuttosto malmessi, di un vecchio dispensario sanitario non più utilizzato. Colpisce in particolare vedere qui i bambini che abitualmente mangiano per terra, nel portico davanti le aule, perché è l’unica scuola per ciechi di tutto il Togo che non dispone di un locale dove i bambini possano mangiare.
Nel mio viaggio del 2023 ero accompagnato da Viola Defilippo, coordinatrice nazionale delle attività di cooperazione del Movimento Apostolico Ciechi, che è rimasta allora anche lei molto colpita dalla situazione di questa scuola ed ha promosso l’anno successivo con il MAC una raccolta fondi nazionale non solo per costruire il refettorio ma anche per dotarla di servizi sanitari adeguati e per restaurare i dormitori.
Il piano originale, concordato con il MAC, prevedeva che i lavori a Dapaong fossero coordinati dal nostro rappresentante in Togo Moïse Tchapo, deceduto purtroppo l’anno scorso. Questa nuova situazione ha richiesto una revisione dei ruoli e comportato qualche ritardo ma adesso i lavori sono iniziati. Assicurano che almeno il refettorio sarà pronto quando, a metà settembre, riprenderanno le lezioni.
F.F.
La prima foto, di qualche anno fa, mostra come mangiavano abitualmente i bambini di Dapaong, tutti per terra.
Nella seconda foto, recente, si vede il cantiere con il refettorio in costruzione
Articolo n. 5
Una trentina di ragazzi del vicino villaggio vanno ogni sera a studiare nel cortile del nostro ambulatorio oculistico, sotto ai lampioni, perché lì c’è la luce, nelle loro case no.
Costruiamo per loro un’aula all’aperto, ma non solo!
In Togo siamo impegnati a sostenere l’istruzione dei ragazzi non vedenti ma spesso si presentano altre situazioni che è difficile ignorare.
Questa scena si presentava ogni sera a Bassar:
La prima foto mostra una ventina di bambini che fanno lezione di sera davanti a delle lavagne di fortuna.
Il cortile dell’ambulatorio è illuminato e alcuni ragazzi del vicino villaggio hanno chiesto di potersi mettere sotto i lampioni per studiare, perché a casa quasi nessuno ha l’elettricità.
Il nostro guardiano non solo li ha accolti ma, essendo uno che ha studiato, si è messo anche ad aiutarli a fare i compiti. E così il loro numero è aumentato e adesso alcune decine di ragazzi vengono qui ogni sera per ripassare assieme le lezioni. Libri e quaderni sono rari: scrivono soprattutto con dei gessi su delle specie di lavagne ricavate da pannelli, recuperati chissà dove, e anneriti.
Abbiamo pensato che meritassero qualcosa di meglio.
Non cose enormi, ma solo un'aula all'aperto, più decorosa, con una tettoia, pavimento in cemento, delle grandi lavagne, delle panche, qualche tavolo e luce in quantità. Ci hanno fatto un preventivo di 600 euro, non certo una cifra impossibile. Abbiamo aperto una sottoscrizione sui social e in pochi giorni abbiamo raccolto il doppio!
Non faremo quindi solo la tettoria ma, in un edificio già esistente, allestiremo una sala con dei computer collegati a Internet per gli studenti più grandi. La corrente è fornita dai pannelli solari, il collegamento a internet c’è già e di sera l’ambulatorio non lo usa. Bastano dei computer e i primi tre sono già arrivati. Compreremo anche qualche tavolo, sedie e panche. Abbiamo recuperato anche diverse decine di libri in francese, molti per ragazzi, e ci sarà anche una piccola biblioteca.
Entro settembre tutto entrerà in funzione!
Tre foto del nuovo piccolo edificio in costruzione. In una si vedono anche i ragazzi che danno una mano portando della sabbia in testa.
Articolo n. 6
Ci chiedono aiuto per operazioni chirurgiche, visite mediche e farmaci
Qui solo chi può pagare viene curato e per i poveri ammalarsi è una tragedia
In Togo non esiste nessun servizio sanitario gratuito e tutte le cure mediche sono a pagamento. Pochi hanno una assicurazione. Chi ha bisogno di un medico, o deve essere ricoverato in un ospedale, prima deve passare per la cassa.
In questi primi mesi del 2025 sono undici le persone per le quali siamo intervenuti, di tutte le regioni del Togo. In alcuni casi basta pagare la visita medica e comperare dei farmaci, e con qualche decina di euro si fa tutto, ma se sono necessari interventi chirurgici è tutto molto più impegnativo.
Qualche mese fa si è rivolto a noi un non vedente, che conosciamo da quando frequentava la scuola a Togoville. Alla moglie, incinta, era stato diagnosticato un fibroma all’utero e ci volevano circa 400 euro per l’operazione; glieli abbiamo dati, ma purtroppo durante l’intervento il bambino è morto. Serviva un raschiamento che era però da pagare in più: altri 150 euro altrimenti quella donna sarebbe stata dimessa così com’era. Poi la convalescenza, visite di controllo e per qualche mese anche un aiuto per vivere perché quella donna, che vendeva qualcosa ai mercati, ha dovuto rimanere in assoluto riposo.
Una bambina di quattro anni, nata con il piede torto, doveva essere operata ma nonostante il padre, insegnante non vedente, avesse un regolare lavoro, non aveva i mezzi per l’intervento. Abbiamo pagato noi.
Ci è stato segnalato un uomo, meccanico di motociclette, con un piede in cancrena, da amputare. Era stato abbandonato dalla famiglia per l’odore nauseabondo che emanava il suo piede. Servivano circa 500 euro, che lui non aveva: qui è un lusso anche farsi tagliare un piede.
Attualmente stiamo aiutando una donna, anche lei moglie di un non vedente, con una sinusite acuta talmente grave e dolorosa che le faceva uscire pus maleodorante dal naso e stava danneggiando anche gli occhi. Non avevano i soldi per un medico e acquistare delle medicine. Adesso è in cura e, lentamente, ne sta uscendo
Complessivamente nel 2025 abbiamo speso per aiuti di questo tipo oltre 4.000 euro, tutti arrivati da donazioni specifiche che non hanno compromesso i nostri interventi per i ciechi.
In altro due foto del meccanico a cui è stato amputato un piede, prima e dopo l’operazione.
Sotto, la bambina con il piede torto, anche lei prima e dopo l’operazione. Per qualche mese userà un calzare ortopedico e poi potrà finalmente camminare e correre.
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Come aiutarci:
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