Per i ciechi del Togo Bollettino del Gruppo San Francesco d'Assisi di Barbarano Mossano www.grupposanfrancesco.org Dicembre 2021 I nostri interventi per l'istruzione dei bambini e ragazzi ciechi in Togo - Gestiamo nella capitale Lomé un servizio chiamato PINV, Projet d'Intégration des Non-Voyants, che fornisce supporto agli studenti ciechi, con produzione di libri in braille e audiolibri; - manteniamo agli studi, con regolare borsa di studio, 30 studenti ciechi, 17 all'università di Lomé e 13 a Kara. Ad altri 10 paghiamo le tasse universitarie; - forniamo aiuti economici e materiale didattico (carta per scrivere in braille ma non solo) a cinque scuole per non vedenti di varie regioni del Togo; - manteniamo agli studi, con borse di studio e pagamento delle rette scolastiche, anche 30 studenti liceali; - in tutto sono oltre 400 i ragazzi ciechi a cui forniamo carta e altro materiale scolastico; - aiutiamo con progetti di assistenza e adozioni a distanza vari bambini figli di genitori non vedenti; - collaboriamo ai progetti sanitari di prevenzione della cecità promossi dall'associazione partner FONTES. Sommario 1 CMa a tanti veramente stiamo cambiando la vita - di Flavio Fogarolo 2 Un bando per 70 borse di studio per gli studenti delle superiori e dell'università 3 La grande forza di Koudjouka-Lou che ora insegna ai bambini ciechi 4 La scuola cambia la vita anche alla piccola Fossia - di Mosè Tchapo 5 Il dramma della cecità al femminile - di Mosè Tchapo 6 Il coraggio di ripartire. 7 Per prevenire la cecità le cure devono essere di qualità ma anche davvero accessibili a tutti 8 Buon Natale con una poesie di Urbana Carezzoli Articolo numero 1 Una minuscola associazione come la nostra non può risolvere i problemi dei non vedenti di un intero stato africano, anche se piccolo come il Togo Ma a tanti veramente stiamo cambiando la vita Dedichiamo la foto di copertina di questo notiziario alla maestra togolese PIGNAN TCHAA Koudjouka-Lou, autrice della testimonianza che pubblichiamo nelle pagine interne. Qui la vediamo attorniata dai bambini della scuola per ciechi IFRAM di Sokodé, mentre li aiuta a leggere dei libri in braille. Nulla di strano, cose che si fanno in tutte le scuole, se non fosse che lei il braille l'ha appena imparato essendo diventata cieca da poco. Era la sua passione insegnare a leggere e scrivere ai bambini ma la scuola dove lavorava non sapeva che farsene di un maestra cieca e l'ha licenziata. Dopo alcuni anni bui, in tutti i sensi, è entrata in una delle scuole che sosteniamo, e la sua vita è cambiata. Il suo volto sorridente ne è un chiaro segnale. Mi capita ogni tanto di chiedermi se ha senso che una minuscola associazione come la nostra voglia cambiare la vita ai non vedenti di un intero stato africano che, anche se piccolo come il Togo, conta 7 milioni di abitanti e dove i ciechi sono davvero tanti. Poi ci arriva una storia come questa e tutto cambia di prospettiva. Come le altre che raccontiamo all'interno, che hanno tutte come protagoniste delle donne, e allora riflettiamo sulle tante ragazze cieche che abbiamo incontrato in questi anni in Togo, sulla loro vita difficile e sull'effetto combinato, a volte tragico, della disabilità e della condizione femminile. Ma anche sui miracoli, in termini di dignità e emancipazione sociale, che riesce a compiere un lungo ed efficace percorso d'istruzione. E così può succedere che una piccola associazione come la nostra, agendo con costanza, a base di interventi modesti ma mirati, riesca a cambiare la vita a tante persone. Sono tanti e anche per me molti sono solo dei numeri, come quei 70 studenti e studentesse a cui diamo ogni mese qualcosa per vivere e frequentare i corsi. O i quasi 400 a cui forniamo carta braille e strumenti per scrivere. Ma hanno tutti un nome e un volto, e quando è possibile mi fa piacere condividere con voi le loro storie. Buon Natale a tutti voi. Flavio Fogarolo Articolo numero 2 Le scuole per i piccoli funzionano ma è ancora molto difficile far studiare i ragazzi più grandi, che vivono in città da soli, lontani dai loro villaggi Un bando per 70 borse di studio per gli studenti delle superiori e dell'università All'inizio del nuovo anno scolastico abbiamo raccolto, come ogni anno, le richieste degli studenti ciechi in difficoltà che hanno bisogno di un supporto per frequentare le scuole superiori o l’università. Molti provengono da villaggi lontani e devono vivere vicino alla scuola o all’università: devono quindi prendere in affitto una stanza, procurarsi un po’ di cibo ogni giorno, pagare le spese dei mototaxi per raggiungere la sede dei corsi perché, a parte le distanze, sarebbe molto complicato per chi non vede muoversi da soli nelle caotiche strade delle città togolesi. Paghiamo anche le tasse universitarie o le rette delle scuole superiori, e formiamo quello che serve per studiare: libri braille o in audiolibro, carta e altro. Per offrire il massimo di trasparenza verso tutti, abbiamo pubblicato due bandi: a 30 studenti universitari diamo l’equivalente di 30 euro al mese e paghiamo le tasse universitarie, ad altri 10 paghiamo solo le tasse. A tutti offriamo i materiali di studio. A 30 studenti delle superiori, alla fine diventati 31, diamo 24 euro al mese e paghiamo le tasse. A tutti loro viene già fornito il materiale necessario attraverso i vari centri per non vedenti che sosteniamo direttamente. Con i nostri mezzi dovremmo riuscire, se tutto va bene, a mantenere questi impegni. Diciamo “se tutto va bene” perché i soldi necessari non ce li abbiamo ancora in cassa e speriamo di raccoglierli, tra donazioni e 5x1000, nei prossimi mesi. Come si può vedere dalla tabella qui di fianco, le richieste che abbiamo avuto sono state molto più numerose: i nostri referenti in Togo, in particolare il nostro rappresentante e coordinatore Moïse Tchapo, hanno analizzato le richieste pervenute e non è stato facile decidere chi lasciare fuori. In tanti casi la scelta è stata davvero sofferta. Nelle tabelle a fianco: I numeri dei nostri aiuti per l'anno 2021/22 Universitari (univ. di Lomé e di Kara) Domande ricevute Lomé 55 Kara 34 Totale 89 Domande accolte (borsa completa)Lomé 17 Kara 13 Totale 30 Solo pagamento tasse universitarie e materiale Lomé 7 Kara 3 Totale 10 Supporto materiale di studio Lomé 29 Kara 18 Totale 57 Totale studenti in carico Lomé 53 Kara 34 Totale 87 Studenti scuole superiori Domande ricevute 122 Domande accolte (borsa completa, con pagamento rette scolastiche) 31 Tutti gli studenti delle superiori ricevono i materiali di studio attraverso i centri per non vedenti collegati, che noi sosteniamo direttamente. Articolo numero 3 A causa della cecità stava perdendo tutto: lavoro, famiglia, dignità. Il braille le ha cambiato la vita La grande forza di Koudjouka-Lou che ora insegna ai bambini ciechi Mi chiamo PIGNAN TCHAA Koudjouka-Lou, ho 40 anni, sono sposata e mamma di tre bambini, ma uno purtroppo è morto. Facevo l'insegnante alla scuola primaria del mio villaggio ma sono stata licenziata perché all'improvviso ho perso la vista e alla scuola non servivo più. Cinque anni fa, nel 2016, mi sono svegliata una mattina ed era come avessi un fitto velo davanti agli occhi. Ho fatto tante visite mediche, ma non c'era nulla da fare. Ero diventata cieca. È iniziato il periodo più difficile della mia vita. Economicamente in ginocchio, ero rifiutata dalla mia famiglia, sia quella acquisita (i parenti di mio marito) che quella naturale. Mia suocera non ha nascosto il suo disprezzo e voleva portarmi via i suoi nipoti, i miei bambini. Mio marito non diceva nulla contro di me ma si arrabbiava in continuazione per avere una moglie che non gli era di alcuna utilità. Doveva da solo arare e seminare il campo, perché non poteva permettersi di pagare qualcuno. Solo mia madre cercava di aiutarmi ma poteva fare poco perché aveva molte bocche da sfamare, compresa mia figlia più grande che già viveva con lei. In questo periodo di disperazione ho perso l'unico maschio dei miei tre figli a causa di una semplice anemia che non avevo i mezzi per curare. Lui mi faceva da guida nei miei spostamenti mentre allattavo la sua sorellina di pochi mesi, che poi la suocera mi ha tolto. Sono entrata nel Centro IFRAM di Sokodé l'anno scorso e la mia vita è cambiata. Il primo vantaggio concreto è che ho sempre avuto qualcosa da mangiare, grazie alla mensa scolastica che fornisce ad ogni allievo tre pasti al giorno. Ho avuto finalmente, dopo tanto tempo, anche un po' di sapone per la doccia e il bucato. Ho acquisito la completa padronanza del sistema Braille e ora sono pronta a riprendere il mio lavoro di insegnante. Ho già cominciato ad aiutare gli allievi di questo Centro. La mia vita è cambiata! Quando sono tornata a casa alla fine del primo anno all'IFRAM ho trovato un clima completamente diverso rispetto a prima. I miei familiari hanno visto in me un'altra persona, fisicamente e moralmente. Con mio marito l'amore perduto è rinato, con mio stupore. Ringrazio il direttore di IFRAM, gli insegnanti, tutto lo staff, le donne che si occupano della mensa, i bambini: tutti mi hanno accolto, dandomi fiducia e rispetto. Ringrazio tutti i benefattori di questa scuola. Mi avete ridato la vita! PIGNAN TCHAA Koudjouka-Lou Didascalia della foto: Koudjouka-Lou è tornata a fare l'insegnante, tra i bambini della scuola IFRAM di Sokodé. È lei anche nella foto della copertina. Articolo numero 4 Chiusa in casa per anni perché i genitori si vergognavano della sua cecità, sta ora rifiorendo grazie all'impegno del nostro progetto La scuola cambia la vita anche alla piccola Fossia Si chiama Fossia, ha 14 anni e proviene da una famiglia poligama di 9 figli in totale di cui quattro per conto della propria madre. Diventata totalmente cieca mentre era in classe CE1 (corrispondente alla nostra terza primaria), Fossia è stata costretta a rimanere a casa nascosta nella camera da letto poiché la cecità era considerata una vergogna sociale per la famiglia. Informato della situazione, come responsabile del PINV, il progetto operativo che agisce in Togo per il Gruppo San Francesco d'Assisi, ho chiesto al direttore del Centro islamico per i ciechi di Sokodé, la scuola per non vedenti più vicina a casa sua, di andare a parlare con i suoi genitori affinché la ragazza potesse riprendere la scuola. I genitori si dichiaravano favorevoli ma rinviavano sempre la decisione. Alla fine si è capito che non avevano i soldi neppure per accompagnare la figlia all'istituto, distante qualche decina di chilometri, ed erano spaventati anche dalla modesta retta che la scuola chiedeva alle famiglie. È quindi intervenuto il PINV fornendo quanto serviva per portare la bambina a scuola e pagare all'istituto la retta richiesta. Ha iniziato a frequentare la scuola nel corso dell'anno scolastico 2019/20. Nonostante le interruzioni del Covid, Fossia ha imparato a scrivere e leggere in braille e da quest'anno frequenta regolarmente, e con ottimi risultati, la sua classe. Una storia finita bene, dunque, ma resta l'amarezza di tante situazioni simili che purtroppo incontriamo ancora in Togo: nelle famiglie povere non si spendono volentieri dei soldi per l'istruzione dei figli con disabilità e tanti rimangono esclusi: un cieco non è utile alla società e quindi farlo studiare non serve a nulla, dicono in tanti. Ecco perché è fondamentale l'impegno del Gruppo San Francesco d'Assisi che noi togolesi non smetteremo ma di ringraziare per quello che sta facendo per la causa dei nostri figli. Mosè A. TCHAPO Didascalia della foto: una immagine di Fossia in classe. Sa leggere e scrivere in braille e nella foto sta imparando a conoscere l'orologio con un modellino tattile, con i numeri in braille, fornito a tutte le scuole del Togo dal Gruppo San Francesco d'Assisi. Articolo numero 5 In Togo la vita dei ciechi è molto difficile, ma per le donne non vedenti lo è molto ma molto di più. Qualcosa però sta cambiando con l'istruzione Il dramma della cecità al femminile La vita delle persone cieche in Togo è molto difficile, ma rischia spesso di diventare drammatica per la parte femminile. Tante donne sposate, anche madri di più figli, quando perdono la vista, vengono abbandonate dal marito. È tutto il clan dei parenti che lo spinge a mandarla via, a prendere un'altra donna per il semplice motivo che è diventata un peso, inutile in casa. L'uomo dice che si vergogna di avere a fianco una moglie non vedente. Cambia tutto se le parti sono invertite: uomo cieco con una donna vedente. Questa situazione è considerata del tutto normale dalla società, approvata e incoraggiata da familiari e parenti tutti, sia di lui che di lei. La situazione più diffusa però è che i ciechi si sposano tra di loro, formando coppie in cui entrambi sono non vedenti, incontrando però spesso grandi difficoltà nella loro gestione familiare e nella crescita dei figli. E così per tanti l'accattonaggio diventa l'unico modo per sopravvivere. Noi, Gruppo San Francesco d'Assisi Onlus e il PINV - Togo, siamo convinti che tutto questo non sia inevitabile. Abbiamo visto che le ragazze cieche istruite hanno molta più possibilità di avere una vita decorosa, e siamo determinati a insistere su questa strada. Mosè A. TCHAPO Didascalia delle due foto: Due foto a confronto per mostrare come le cose stanno cambiando. In altro gli studenti universitari ciechi che seguivamo nel 2008: tutti maschi, neppure una ragazza. Nella foto in basso, del 2019, ci sono quattro studentesse e otto studenti maschi. Articolo numero 6 Il coraggio di ripartire. Akouvi ha perso completamente la vista a 15 anni, durante le vacanze estive. Ha abbandonato la scuola e per sette anni non ha fatto più nulla, rischiando una profonda depressione: i genitori cercavano freneticamente una cura, rivelatasi impossibile, ma nessuno le aveva detto che anche chi non vede poteva studiare. La sua vita è cambiata casualmente, ascoltando una trasmissione radiofonica sul mondo dei ciechi. Velocemente ha imparato il braille, ha ripreso la scuola, si è diplomata, e ora, grazie al supporto del PINV e del Gruppo San Francesco, si sta laureando in lettere moderne per diventare professoressa al liceo. Nella foto: una immagine di Akouvi Articolo numero 7 Ha concluso il primo anno di attività l'ambulatorio oculistico di Bassar Per prevenire la cecità le cure devono essere di qualità ma anche davvero accessibili a tutti Il 28 settembre 2021 il Centro Oculistico Difiidi di Bassar, realizzato e gestito dall'Associazione togolese nostra partener SoTEs Togo (Solidaire Terre d'Esperance), ha festeggiato il suo primo anno di attività. E c'è davvero da festeggiare perché questa iniziativa sta mantenendo alla grande tutte le promesse, a cominciare dall'idea di base: realizzare un servizio di prevenzione della cecità che fosse veramente alla portata di tutti. In Togo non esiste un servizio sanitario pubblico ed è tutto a pagamento, ma se si applicano prezzi di mercato, anche considerando le tariffe locali non certo quelle europee, in troppi rimarrebbero tagliati fuori. Nelle tabelle qui sotto trovate alcuni numeri sulle prestazioni effettuate e sui prezzi applicati. Chi non può pagare, riceve tutto gratis. Ci sarà qualcuno che ne approfitta, ma il controllo sociale è molto forte e di fatto solo il 25% non paga le visite mentre la percentuale degli esenti cresce per le prestazioni più costose, come occhiali e operazioni. Ma non rimane fuori nessuno. I numeri del primo anni di attività: 7.820 visite oculistiche 5.855 a pagamento 1.965 gratuite 6.316 analisi diagnostiche 2.121 a pagamento 4.195 gratuite 1.144 paia di occhiali da vista 465 gratuiti 679 pagati con prezzi sociali 7.820 persone hanno avuto medicine 5.129 le hanno pagate 2.691 le hanno avute gratuitamente 751 persone sono state operate per diverse patologie come cataratte, pterigio, trichiasi,... I prezzi praticati: Visita oculistica 500 cfa (0,75 €) Libretto sanitario 100 cfa (0,15 €) Occhiali da lettura standard 5.000 cfa (7,62 €) Occhiali da vista prescritti tra 20.000 cfa (30 €) e 35.000 cfa (50 €) Grazie al progetto del MAC (Movimento apostolico Ciechi) Occhiali PER abbiamo molti occhiali già montati con lenti di gradazioni predefinite che vengono dati gratuitamente. Analisi di rifrazione 3.000 cfa (4,55 €) Analisi della pressione oculare 3.000 cfa (4,55 €) 8 Buon Natale con una poesia di Urbana Carezzoli È GIUNTA L'ORA... È giunta l'ora... andiamo amici ad incontrare i derelitti, i senza pane, i derubati, gli oppressi e offesi dall'orgoglio altrui, gli intrappolati in loschi intrighi. Andiamo amici... e il nostro andare sarà richiamo per altre genti, sarà respiro per altri cuori; e insieme, uniti, faremo un mondo dove saremo tutti fratelli. Urbana Carezzoli da "Frammenti di favole vere" 1993 Buon Natale dal Gruppo San Francesco d’Assisi Come aiutarci: Potete inviare le vostre donazioni: - Presso gli uffici postali con bollettino di C.C.P. n. 18 88 33 55 intestato a “Gruppo S. Francesco d’Assisi onlus” - Con bonifico bancario:IBAN IT07 U076 0111 8000 0001 8883 355 Bancoposta Agenzia di Vicenza - On line con PayPal seguendo il link diretto nell'home page del nostro sito: www.grupposanfrancesco.org 5 per 1000 Sostieni con il 5 per mille l'istruzione dei bambini e ragazzi ciechi in Togo Codice Fiscale: 9 5 0 4 7 8 6 0 2 4 2