Amici di Togoville Per i ciechi del Togo Bollettino del Gruppo San Francesco d'Assisi di Barbarano Vicentino www.grupposanfrancesco.org Aprile 2018 Sommario 1 L'impegno per i ciechi del Togo continua, nel segno di Urbana di Flavio Fogarolo 2 La vista è vita, soprattutto per i più poveri, e la cecità conduce alla disperazione 3 Grazie a voi torneranno a vedere bene 4 Curare la vista nei villaggi più sperduti 5 La cassettina braille per i chiodini 6 Cosa porteremo in Togo 7 È il momento di fare qualcosa per gli albini 8 Il saluto pasquale di Padre Fabio Gilli Articolo numero 1 La nostra associazione compie formalmente vent'anni L'impegno per i ciechi del Togo continua, nel segno di Urbana Vent'anni fa, il 18 febbraio 1998, è nato formalmente il Gruppo San Francesco d'Assisi onlus, con atto notarile sottoscritto nella camera da letto della fondatrice Urbana Carezzoli. Quasi non ci si entrava, in quella piccola stanza, tra notaio, soci, testimoni... Anche testimoni, perché Urbana, cieca e inferma, ha avuto bisogno di qualcuno che firmasse l'atto costitutivo al posto suo. Non si vive di ricordi e celebrazioni, ma fa sempre un certo effetto pensare da dove siamo partiti e quante cose abbiamo fatto in questi anni grazie alla spinta iniziale di Urbana. Lei ha contagiato tutti con la sua passione verso i ciechi di quel paese africano di cui non sapeva nulla, e che prima di allora conosceva vagamente solo di nome. Ma ha capito che avevano bisogno di lei e di colpo, pur così lontani, erano diventati il suo "prossimo". Il prossimo te lo trovi davanti, non sei tu che lo scegli, però puoi anche decidere di far finta di nulla e andare oltre, perché tanto dopo passa il samaritano e sistema tutto. Urbana si è fermata e ha scelto di essere lei il samaritano di turno. E noi con lei siamo ben lieti di continuare questo compito e le siamo grati per questa opportunità che ci ha dato di aiutare noi stessi con la solidarietà. Vent'anni dopo, il nostro impegno in Togo continua, come ben sanno le tante persone che ci seguono e ci aiutano. Oggi non aiutiamo più solo la piccola scuola Kekeli Neva di Togoville, quella che aveva sedotto Urbana, ma anche altre scuole e organizzazioni per ciechi di tutto il Togo, fino all'estremo nord del paese. Non sosteniamo più solo i piccoli ma anche i tanti studenti universitari, gli adulti bisognosi e spesso anche i bambini che i genitori che non vedono non riescono a mantenere. Non ci occupiamo più solo di scuola ma cerchiamo di intervenire anche nel campo della prevenzione della cecità. Grazie a quelli come voi che continuano a credere, come faceva Urbana, che sia molto meglio fermarsi ed aiutare, che far finta di nulla. Flavio Fogarolo Articolo numero 2 La vista è vita, soprattutto per i più poveri, e la cecità conduce alla disperazione Il nostro impegno per prevenire e curare le varie patologie oculistiche che in Togo spesso fanno perdere del tutto la vista La nostra attività prevalente in Togo rimane rivolta verso l'istruzione dei bambini e ragazzi non vedenti, ma da alcuni anni sempre più spesso veniamo a contatto con drammatiche situazioni di tipo sanitario che riguardano proprio la vista. In questo paese si diventa ciechi anche per cause stupide e banali, come può essere un curabilissimo tracoma o un trauma accidentale come è successo alla ragazzina che è stata colpita all'occhio da un ramo mentre andava a legna in un bosco e, non curata, ha perso in poche settimane entrambi gli occhi. Sosteniamo un'iniziativa di prevenzione molto semplice ma efficace: un gruppo di sanitari arrivano con un pulmino in un villaggio sperduto, dopo aver fatta una grande pubblicità nei giorni precedenti, e tutti quelli che hanno problemi agli occhi e si presentano, vengono visitati gratuitamente e se serve sostenuti nelle cure o interventi successivi. L'anno scorso siamo riusciti a finanziare tutto l'intervento ma quest'anno eravamo in difficoltà perché troppo impegnati con le scuole. Grazie a Dio ci è venuta in aiuto l'Unità Pastorale di Barbarano e Mossano (Vicenza) che ha finanziato generosamente il progetto, raccogliendo 4.000 euro con le offerte di solidarietà raccolte durante la Quaresima. La settimana di interventi oculistici di massa si farà di sicuro anche quest'anno! Articolo numero 3 Grazie a voi torneranno a vedere bene Dall'appello letto nelle chiese dell'Unità Pastorale di Barbarano e Mossano domenica 11 marzo per la "Giornata della Prossimità" della Quaresima. La cecità in Togo è molto diffusa perché diffuse sono purtroppo le malattie agli occhi che la gente non può curare, in particolare nei villaggi più sperduti, mancando medici, strutture e, soprattutto, mezzi economici perché non esiste sanità pubblica e ogni cura è a pagamento. Che vuol dire, di fatto, inaccessibile per i più poveri. Una piccola associazione locale chiamata FONTES (Terra della Speranza) e presieduta dal nostro rappresentante in Togo Moise Tchapo, organizza da alcuni anni delle attività di prevenzione di massa nei villaggi più sperduti del paese: un piccolo gruppo di sanitari, composto da un oculista e alcuni infermieri, arriva con un pulmino e attrezzature mobili e per una settimana visitano gratuitamente, spesso all'aperto sotto gli alberi, tutti coloro che si avvicinano. L'anno scorso il Gruppo San Francesco ha finanziato con 4.000 euro un intervento come questo in una sperduta regione del Togo centrale: in una settimana hanno visitato quasi mille persone, tra cui molti bambini, individuate varie patologie curabili con medicine, prescritti e procurati decine di occhiali e per 60 persone organizzato successivamente un viaggio nella capitale per un intervento di cataratta che in alcuni casi ha ridato la vista a chi l'aveva persa completamente. Altri villaggi vicini sono ansiosamente in attesa di avere anche loro un'opportunità del genere e i nostri amici del Togo ci hanno chiesto di aiutarli anche quest'anno, ma noi purtroppo abbiamo assunto troppi impegni verso i tanti bambini ciechi delle scuole e non ce la facciamo proprio. Per questo siamo qui a chiedere il vostro aiuto, nello spirito di solidarietà che anima questa quaresima, per aiutarci a finanziare una settimana di intervento sanitario per la prevenzione della cecità nel villaggio di Bassar. Un grande grazie all'Unità Pastorale di Barbarano e Mossano e a tutti voi da parte del Gruppo San Francesco di Assisi e delle persone cieche del Togo, soprattutto di quelle che, grazie a voi, torneranno a vedere bene. Articolo numero 4 Curare la vista nei villaggi più sperduti Qualche numero della campagna di prevenzione che abbiamo finanziato nel 2017: 918 persone con problemi agli occhi hanno chiesto di essere visitate, 343 di questi erano bambini, in 49 casi sono stati riscontrati problemi seri e inviati subito a un centro specializzato, 60 avevano bisogno di intervento di cataratta e, grazie ad altri fondi pervenuti in dicembre, sono stati operati tra Natale e Capodanno; circa 100 hanno avuto gratis o quasi (se potevano permetterselo) gli occhiali da vista prescritti. Nelle foto, due dei piccoli che sono stati operati in dicembre: Napowaye Adiza, in alto, ha 14 anni e le è stata diagnosticata una cataratta grave ma facilmente operabile. Viveva con questo problema da diversi anni ma la famiglia, poverissima, non aveva i mezzi per curarla e così stava diventando cieca. I genitori sono agricoltori e hanno altri sei bambini più piccoli. Anche alla bambina in basso, Aledzi Noufoh di 5 anni, è stata diagnosticata una cataratta congenita. Operabile, anche se più complicata dell'altra. Il padre è apprendista muratore, la mamma casalinga: impensabile per loro pagare le cure necessarie. Dopo l'operazione Noufoh comincia a vedere normalmente dall'occhio destro; va operato anche l'altro ma intanto può andare a scuola. Articolo numero 5 Costruito da un bravissimo e generosissimo volontario, in ben venti esemplari, lo strumento didattico che porteremo presto in Togo La cassettina braille per i chiodini Per i bambini più piccoli che iniziano a scrivere le prime letterine in braille è troppo complicato usare il classico punteruolo perché bisogna scrivere a rovescio, da destra a sinistra e con lettere capovolte, per poter poi leggere, e solo in un secondo momento, il testo a puntini scritto a rilievo dall'altra parte del foglio. Una soluzione semplice ed economica è rappresentata dai chiodini di plastica inseriti in una tavoletta di compensato forata. A Togoville, nell'istituto dei ciechi Kekeli Neva, un sistema simile viene usata da tempo ma abbiamo visto che purtroppo le scuole del nord, molto più povere, non avevano nulla di questo tipo. La cassettina che abbiamo progettato consente ai bambini, quando è aperta, di raggiungere facilmente i chiodini da inserire e quando si è finito di lavorare basta chiudere il coperchio e tutti cadono direttamente nella cassettina contenitore. Come è facile capire, per un bambino che non vede è fondamentale trovare facilmente quello che gli serve ed evitare cadute accidentali. La tavoletta con i fori riporta in rilievo, grazie a una cordicella incollata, la struttura delle celle braille, facilmente riconoscibili al tatto. Ne porteremo in Togo venti esemplari. È uno strumento che si usa solo per alcuni mesi del primo anno di scuola, prima di passare al punteruolo, per cui il numero è sufficiente per i bambini di tutte le scuole che sosteniamo. Nella foto: una delle cassettina braille per i chiodini che manderemo in Togo. Articolo numero 6 Una stampante braille, altre 30 tavolette, registratori, bastoni bianchi a volontà... Cosa porteremo in Togo Da alcuni anni non riusciamo più a spedire container per cui i viaggi in Togo sono rimasti praticamente l'unica possibilità che abbiamo per far arrivare ai nostri amici quello che serve. Quest'anno viaggeremo in tre per cui le valigie ammesse in aereo sono parecchie. E ne approfittiamo. Ci è stata donata una bella stampante braille Index Everest che abbiamo fatto revisionare e servirà per il nostro centro di trascrizione a Lomè. Abbiamo acquistato direttamente in Cina cento bastoni bianchi a un prezzo estremamente conveniente: con tutte le spese, meno di 1/4 di quello che si pagherebbe in Italia. Li porteremo in Togo un po' alla volta. Per gli studenti universitari e i liceali ciechi portiamo 20 piccoli registratori per prendere appunti durante le lezioni. Poi varie cose che ci sono state chieste, sperando ci stiano in valigia senza superare ovviamente i pesi consentiti. Articolo numero 7 È il momento di fare qualcosa per gli albini Occhi sempre arrossati, pelle irritata: serve protezione Dall'anno scorso abbiamo preso in carico alcune nuove scuole per ciechi nella zona settentrionale del Togo e siamo venuti in contatto con la realtà degli albini che nel Togo meridionale, dove avevamo sempre operato, non avevamo mai incontrato. In Togo gli albini non sono fortunatamente soggetti a persecuzioni o emarginazioni, come in altri paese dell'Africa centrale, ma hanno tutti problemi di vista e a causa della mancanza di pigmentazione, soffrono per infiammazioni agli occhi e irritazione alla pelle, soprattutto al viso. Grazie ad alcuni donatori, abbiamo raccolto per loro occhiali da sole di qualità e creme protettive per la pelle che consegneremo direttamente nel corso del prossimo viaggio in Togo. Nelle foto: bambini e ragazzi albini nelle scuole per ciechi di Sokodé e Kara, in Togo Articolo numero 8 «Quando ero in Togo mi succedeva spesso di dimenticare l'Italia, ma adesso che sono qui penso sempre all'Africa» Il saluto pasquale di Padre Fabio Gilli È tornato in Italia il missionario comboniano non vedente che tanto ha fatto per i ciechi in Togo, ma il suo cuore resta lì Miei cari amici Sono qui nella casa cosiddetta di riposo, per anziani, ma mi sento sempre missionario comboniano al cento per cento. C'è da fare tanto! In prossimità delle feste pasquali, approfitto per porgervi il mio migliore augurio. Che questa Pasqua sia veramente un passaggio. Perché Pasqua vuol dire passaggio Io sono qui, e sono contento sapete. Sono contento perché sono una "creatura", creatura per amore di Dio, che mi ha creato per amore. Durante tutta la giornata io mi dico: «Fabio, c'è uno che ti guarda.» E io lo sento in fondo a me. È Dio che mi dice: ti amo Fabio, sono contento di te, non ti giudico e non ti condanno, scuso tutto, perdono tutto, dimentico tutto, non tengo conto di niente. Questo è salutare per me e mi fa rinascere. Ed è quello che auguro di cuore a tutti voi: di fare questo passaggio, dalla sofferenza e dalla tristezza alla gioia e alla pace. È quello che chiedo anche per voi, ogni giorno: pace e serenità. Non perdiamoci di coraggio. Anch'io qualche volta sono giù, qualche volta sono su: il Signore è sempre lo stesso, in fondo a me, ed è lui che mi fa viaggiare perché mi è sempre fedele, mi ha amato dall'eternità e mi ama per sempre. Lui è sempre con me, accanto a me, per sostenermi e incoraggiarmi. Vorrei invitarvi ancora a continuare in quello che fate. Continuiamo anche nelle opere caritatevoli verso le persone più disagiate, che non hanno altre possibilità. Io mi considero sempre tra i più fortunati a vivere qui in questa comunità. Siamo una sessantina di anziani, e io sono uno dei più giovani. Tante esperienze che sento, tanta fede… Li sento raccontare, li sento parlare, li sento ridere. Li sento vicini. Non dimentichiamo il Togo. Io non lo dimentico mai sapete. Quando ero in Togo mi succedeva spesso di dimenticare l'Italia, ma adesso che sono qui non so dimenticarmi dell'Africa. Neppure di voi mi dimentico. Due tre volte al giorno vi passo nel pensiero tutti, uno per uno, vi chiamo per nome e chiedo al Signore che vi sostenga. Ne abbiamo tutti bisogno. Allora buona Pasqua a tutti, anche ai vostri cari e ai vostri familiari. Sono sempre con voi Padre Fabio Gilli Cinque per mille per i bambini ceichi del Togo Quando presenti la dichiarazione dei redditi o consegni il CUD, ricordati dei bambini ciechi del Togo: basta una firma. Donare il 5 per 1000 a te non costa nulla, ma a loro sta cambiando la vita Codice Fiscale: 95047860242 Come aiutarci Potete inviare le vostre donazioni a favore dei ragazzi ciechi di Togoville scegliendo una di queste tre modalità: - Presso gli uffici postali con bollettino di C.C. P. n. 18 88 33 55 intestato a “Gruppo S. Francesco d’Assisi onlus” - Con bonifico bancario: IBAN IT 07 U0 76 0111 8000 0001 888 3355 Bancoposta Agenzia di Vicenza - On line con PayPal o carta di credito seguendo il link diretto nell'home page del nostro sito: www punto grupposanfrancesco punto org. Le donazioni al Gruppo San Francesco sono detraibili dalle imposte secondo la normativa vigente per le onlus. Conservare allo scopo la ricevuta originale delle poste o della banca. Intestazione Gruppo San Francesco d'Assisi Associazione di solidarietà ONLUS Sede legale: via Salvi, 13 - 36021 Barbarano Vicentino (Vicenza) Tel. e fax 0444 / 63 80 33 mail: info@grupposanfrancesco.org web: www.grupposanfrancesco.org Codice Fiscale: 950 478 602 42 Amici di Togoville - aprile 2018 Pubblicazione registrata presso il tribunale di Vicenza 12/2002 Direttore responsabile: Alberto Carollo.