Amici di Togoville Kekeli Neva Bollettino del Gruppo San Francesco d'Assisi di Barbarano Vicentino www.grupposanfrancesco.org Dicembre 2013 Sommario 1 La paura dei serpenti e la paura dell’avvenire - di Flavio Fogarolo 2 Mani più vuote e cuori più pieni, solo così ogni giorno sarà Natale - di Padre Fabio Gilli 3 Dolore a Togoville per l’improvvisa scomparsa del maestro Raphael 4 Inizia, con qualche novità, un nuovo anno a Kekeli Neva 5 Koessan è il nuovo rappresentante degli allievi di Togoville 6 Altri quattro ce l’hanno fatta! 7 All’università tre matricole e, finalmente, una consistente presenza femminile 8 Il nostro container 9 Auguri di Natale Abbiamo adottato in Africa una scuola per bambini ciechi. Ci prendiamo cura dell’Istituto dei ciechi Kekeli Neva di Togoville, in Togo, e dei cento studenti, piccoli e grandi, che ospita e assiste. Kekeli Neva in lingua ewè significa Venga la Luce. A Togoville la Luce viene grazie al vostro aiuto. Articolo numero 1 La paura dei serpenti e la paura dell’avvenire La ragazzina cieca in primo piano, che batte le mani contenta nella foto grande di questa pagina, si chiama Alphonsine ed è stata protagonista poche settimane fa di uno spiacevole incidente: mentre si recava ad una cerimonia di suffragio per il suo maestro Raphaël, da poco deceduto, è stata morsa da un serpente. Fortunatamente non velenoso e nulla quindi di irreparabile: molto dolore, un po’ di malore e, soprattutto, tanta, tanta, paura. Per i ragazzi di Togoville, che come tutti i ciechi possono conoscere il mondo solo con i loro sensi residui ascoltando i rumori ed esplorando con le mani l’ambiente circostante, i serpenti rappresentano un vero incubo: non si fanno sentire e, ovviamente, non si possono toccare. Ai bambini si insegna a muoversi con attenzione in mezzo all’erba, battendo i piedi o un bastone… Crea ansia non tanto il rischio in sé, perché in questa zona di rettili davvero velenosi non dovrebbero essercene, quanto l’idea di un pericolo che non si riesce a intercettare. Ma c’è un altro incubo per loro, un nemico più pericoloso anche dei serpenti, perché ruba la voglia di vivere, ed è la paura dell’avvenire, il rischio di arrendersi di fronte alle, purtroppo sempre gravi, difficoltà di ogni giorno. Da oltre vent’anni aiutiamo i numerosi ragazzi ciechi di questa povera zona dell’Africa a lottare conto questo subdolo avversario usando come arma non il bastone ma la scuola. È la scuola che può cambiare la loro vita, una scuola seria in grado di offrire strumenti culturali e professionali per battere quella miseria ("miseria" in tutti i sensi, non solo economico) che troppo spesso in Africa accompagna ancora la cecità. Contro i serpenti possiamo fare poco, se non raccomandare prudenza a Alphonsine e a tutti i suoi compagni. Ma contro l’emarginazione abbiamo un’arma potente che si chiama “istru-zione” e che i nostri ragazzi, grazie a voi, stanno usando alla grande. Buon Natale a tutti! Flavio Fogarolo Articolo numero 2 Il saluto natalizio di Padre Fabio Gilli: Mani più vuote e cuori più pieni, solo così ogni giorno sarà Natale Miei cari amici in prossimità delle feste natalizie porgo a voi tutti il mio cordiale augurio con la promessa della mia preghiera e di quella dei nostri bambini e bambine di Togoville. Con vera gratitudine vi ringrazio di quanto fate e continuate a fare per tutti noi. Ed è confortante vedere non soltanto le sconfitte ma pure i buoni risultati. Piangiamo ancora il nostro maestro di scuola elementare Raphaël che ci ha lasciati improvvisamente dopo anni di vita donata con generosità per aiutare i suoi fratelli più piccoli. Bisognava sentirlo come li incoraggiava. Mi ricordo che al suo concorso per entrare nella scuola primaria su cento e cinquanta egli fu il decimo; brillante e serio, a scuola non badava ai sacrifici. Fu tra i primi cinque che accolsi a Togoville il primo ottobre del 1981. Pace all’anima sua! Continuiamo a pregare per la mamma di Flavio Fogarolo. Il 13 dicembre prossimo al centro Santa Lucia sarà celebrata una messa con la partecipazione mia e di tutti i nostri non vedenti. Ed ora non dimentichiamo mai le parole che Urbana soleva indirizzarci in occasione del Natale: Alziamoci fratelli e lontani dal fragore delle nostre sconfitte recitiamo il nostro credo a Colui che viene, sa dell’errore che ci sovrasta e viene a farsi dono di amore. Se sapremo che amare è donare, se avremo mani più vuote e cuori più pieni, se sapremo vedere le stelle anche nelle notti più buie, se ogni mattina sapremo deporre sulla strada un fiore di bontà, allora ogni giorno faremo sorgere il sole, ogni giorno sarà Natale perchè avremo capito che peggio di morire è smettere di nascere. Svegliamoci dunque e andiamo incontro al vero Natale quello che nella notte del mondo spalanca al mondo porte e finestre. Grazie del container che ci avete inviato contenente ogni ben di Dio. Un vero regalo di Gesù Bambino, abbiamo di che fare festa. Dopo le mie vacanze, sono ritornato felicemente in Togo e mi sono immerso nel mio solito lavoro soprattutto di ascolto: ora cento persone, ora quaranta e poi altre che vengono dalla mattina alla sera. Si ascolta, si conforta, si consola e ritornano animati dalla misericordia e in pace con Dio e con i fratelli. I problemi non cessano mai, ogni giorno ha la sua pena, ma io penso sempre che dopo abbiamo la vita eterna che ci attende e che alla fine di tutto questo tunnel c’è un amore che ci aspetta e che ci accoglie. In un paese era festa per le prime comunioni. Alla cerimonia era stato invitato anche il Vescovo, il quale volle incontrare e fare conoscenza con i comunicandi. Fece delle domande a una bambina; prima domanda: come ti chiami? Maria, risponde la piccola. Seconda domanda: Credi in Dio? Sì credo, è stata la risposta. Terza domanda: Dov’è Dio? Dio è dappertutto. Altra domanda: anche nelle tasche? Sì, rispose Maria. Ed il Vescovo: prova a prenderlo! E la piccola, dopo aver riflettuto, disse che Dio era troppo grande e non poteva prenderlo. Allora il Vescovo, rivolgendo a Maria e a tutti gli altri comunicandi che avevano seguito il dialogo, disse: È vero, Dio è troppo grande e non riusciamo a prenderlo, ma nella comunione che farai è il Signore stesso che viene a prenderti per abbracciarti, come il bambino che vuole abbracciare il babbo o la mamma ma è il babbo o la mamma che si chinano sul bambino e lo prendono in braccio con la gioia di entrambi. Gesù si abbassa fino a noi per alzarci fino a Lui. Padre Fabio Gilli Articolo numero 3 È stato uno dei primi ex allievi di Kekeli Neva ad entrare in istituto come insegnante non vedente Dolore a Togoville per l’improvvisa scomparsa del maestro Raphael Come ricorda Padre Fabio nella sua lettera qui a fianco, Raphaël è stato uno dei cinque primi allievi con i quali l’Istituto di Togoville ha iniziato l’attività nel 1981. È stato anche uno dei primi ad iscriversi al liceo e a concludere gli studi, riuscendo a vincere in seguito il concorso statale togolese e a diventare insegnante. Raphaël ha avuto un mancamento improvviso ed è caduto in coma, non si sa se per effetto della caduta o del malore stesso; dopo un paio di settimane è morto. La nostra associazione ha contribuito a sostenere le spese mediche, mentre era in ospedale. La scomparsa di Raphaël ha lasciato sgomenta la comunità dei ciechi di Togoville: era cordiale e ottimista, un importante punto di riferimento per i suoi giovani allievi. Riposi in pace Articolo numero 4 Inizia, con qualche novità, un nuovo anno a Kekeli Neva Sono tre quest’anno i bambini nuovi giunti a Togoville, tutti maschietti: Abdoul Kassim, Dosseh Yawo e Mensanvi Yawo Israël. Yawo ha 10 anni perché, come purtroppo succede ancora spesso, le famiglie non sanno che anche i bambini ciechi possono andare a scuola e li tengono nel villaggio senza nessuna istruzione finché qualcuno non spiega che c’è questa possibilità. Gli altri due fortunatamente sono regolari di età. I bambini piccoli frequentano una classe iniziale chiamata "CI" che ha lo scopo di preparare i bambini ciechi ai corsi successivi affinando le capacità motorie e sensoriali e introducendoli al braille. Si tratta in pratica di una classe intermedia tra la nostra scuola dell’infanzia e la prima classe primaria. Da alcuni anni si è specializzata in questa attività una giovane insegnante di nome ANADOR Happy, molto attenta, paziente e premurosa. È stata nominata una nuova direttrice, suor Théophane. Anche lei appartiene all’ordine di Notre Dame de l’Elise, una congregazione locale, attiva in Togo, Ghana e Benin. La direttrice condividerà la gestione finanziaria con un consiglio di amministrazione nominato dal Vescovo di Aneho e presieduto dal suo vicario padre Emmanuel VOSSA. Fa parte del consiglio anche Moise Tchapo, che rappresenta Padre Fabio Gilli e, indirettamente, anche il Gruppo San Francesco d’Assisi. Articolo numero 5 Koessan è il nuovo rappresentante degli allievi di Togoville Dall’anno scorso gli allievi ciechi di Togoville più grandi, quelli che studiano al liceo e vivono fuori dell’istituto, eleggono un loro rappresentante per meglio rapportarsi con i responsabili del progetto. È un’iniziativa che ha contribuito molto a responsabilizzarli e a migliorare i rapporti. L’eletta dell’anno scorso, Tchocho, è all’università e quest’anno gli studenti hanno scelto il liceale Guoyor Koessan. In alto la foto del nuovo rappresentante, in basso un momento dell’assemblea. Articolo numero 6 Altri quattro ce l’hanno fatta! Quattro nuovi insegnanti ciechi, ex allievi di Kekeli Neva, sono attualmente in stage di tirocinio a Togoville dopo aver vinto il concorso nazionale e sostenuto il corso di formazione. I loro nomi sono Emmanuel AGBEKO, Boris SEMEKONAWO, Norbert APEVIEKOU e Ablam SYLLI. È probabile che, alla fine dello stage, alcuni di loro saranno assegnati definitivamente all’istituto di Togoville. È una bella soddisfazione per loro, ma anche per noi che abbiamo da tempo puntato sull’istruzione per dare lavoro e dignità ai ciechi anche qui in Togo. E che parzialmente ci consola della perdita del povero maestro Raphaël. Ci sono tutti cari, ma ci fa piacere in particolare il successo di Norbert: terzo di tre fratelli ciechi, provenienti da un villaggio poverissimo dell’interno, ha voluto testardamente continuare a studiare mentre per i due più grandi già da qualche tempo avevamo trovato una sistemazione con una piccola rivendita di petrolio da illuminazione. Articolo numero 7 All’università tre matricole e, finalmente, una consistente presenza femminile Complessivamente sono 11 gli studenti universitari che abbiamo in carico quest’anno, tre in meno rispetto all’anno scorso. Abbiamo infatti tre studenti nuovi al primo anno che hanno superato l’anno scorso l’esame di stato, il BAC, necessario per l’ammissione all’università: LAWSON Laté, KUEVEY Tchotcho e AMEGOUNOU Raphaël. Ma ben cinque sono quelli che sono stati assunti dallo stato togolese come insegnanti: 4 alla scuola primaria, che stanno facendo adesso lo stage a Togoville, e uno alla secondaria, attualmente in formazione. Poi c’è Modou Silvestre che è partito per la Francia per seguire il dottorato di ricerca in diritto presso l’università di Poitier. Anche gli universitari hanno eletto il loro rappresentante, confermando BOKO Benjamin, già in carica l’anno scorso. Con l’arrivo di Tchotcho sono diventate tre le studentesse e questo è per noi un risultato di grande soddisfazione, inimmaginabile fino a pochi anni fa. Anche se brave a scuola e naturalmente da noi sostenute economicamente come i maschi, le ragazze cieche non riuscivano infatti mai a completare il liceo perché ad un certo punto i familiari dicevano che avevano studiato abbastanza e le facevano ritirare da scuola. Le cose stanno finalmente cambiando anche sotto questo punto di vista e noi guardiamo fiduciosi al prossimo traguardo: la prima ragazza cieca laureata in Togo! Articolo numero 8 Il nostro container Mentre prepariamo questo giornalino il nostro container è in viaggio alla volta del porto di Lomè. Secondo le previsioni dovrebbe arrivare a destinazione entro la prima decade di dicembre, e quindi manca poco. Il container precedente era stato spedito all’inizio del 2011 ed era moltissima la merce raccolta nel nostro magazzino: vestiti, utenti, casalinghi, biciclette, computer... Grazie alla perizia di chi ha sistemato il carico, tutto è stato stivato alla perfezione. Abbiamo spedito materiale non solo all’istituto dei ciechi ma anche a molte altre missioni, strutture e persone che aiutano chi ha bisogno: malati, disabili, carcerati, poveri... Siamo sicuri che nulla andrà disperso! Articolo numero 9 Auguri di Natale Assieme abbiamo vissuto il sogno di un Natale di solidarietà che dura tutto l'anno. Grazie per averci ascoltato, grazie per averci aiutato. Buon Natale dal Gruppo San Francesco d’Assisi Intestazione Gruppo San Francesco d'Assisi Associazione di solidarietà ONLUS Sede legale: via Salvi, 13 - 36021 Barbarano Vicentino (Vicenza) Tel. e fax 0444 / 638033 mail: info@grupposanfrancesco.org web: www.grupposanfrancesco.org C.C. Postale n. 18 88 33 55 intestato a "Gruppo S. Francesco d'Assisi ONLUS" Codice IBAN IT07 U076 0111 8000 0001 8883 355 Bancoposta Agenzia di Vicenza Coordinate bancarie: ABI 7601 CAB 11800 Conto 18 88 33 55 Codice Fiscale: 95047860242 Amici di Togoville Kekeli Neva - Dicembre 2013 Pubblicazione registrata presso il tribunale di Vicenza 12/2002 Direttore responsabile: Alberto Carollo.