Amici di Togoville Kekeli Neva Bollettino del Gruppo San Francesco d'Assisi di Barbarano Vicentino www.grupposanfrancesco.org Dicembre 2011 Sommario 1 Bravi, ma troppi, gli universitari. Che fare? Di Flavio Fogarolo 2 La storia triste di Abra, cieca a sedici anni 3 Dopo la scuola: il futuro non è più un incubo e chi ha studiato adesso riesce a farsi valere 4 «Questi apparecchi ci cambiano la vita» 5 John e Antoinette e il loro laboratorio di maglieria 6 Auguri! E grazie per il vostro dono di Padre Fabio Gilli 7 Il dono a cui fa riferimento Padre Fabio Gilli nella sua lettera... 8 I ciechi di Lomè festeggiano il ritorno di Padre Fabio Assieme abbiamo vissuto il sogno di un Natale di solidarietà che dura tutto l'anno. Grazie per averci ascoltato, grazie per averci aiutato. Buon Natale dal Gruppo San Francesco d’Assisi Articolo numero 1 Tante soddisfazioni ma anche tanti problemi: sono saliti a 22 i nostri studenti ciechi all’università e ora siamo in difficoltà Bravi, ma troppi, gli universitari. Che fare? Immagine di copertina: foto di gruppo degli studenti universitari ciechi di Lomeè sostenuti dalla nostra associazione. Il nostro Gruppo chiude un altro anno sostanzialmente positivo. Siamo riusciti a mantenere ancora una volta i nostri impegni e a continuare a garantire la possibilità di istruzione ai tanti ciechi che sosteniamo in Togo. Da un po' di tempo è la situazione degli studenti universitari che ci preoccupa maggiormente sia perché sono interamente a carico del nostro gruppo, sia perché sono aumentati molto negli ultimi anni: erano solo quattro nel 2003, oggi sono diventati 22. Da notare che nel frattempo, come raccontiamo nelle pagine interne, ben 16 studenti hanno cominciato a lavorare e non sono ovviamente più nel conto. Cosa è successo in questi anni? Semplicemente che la nostra scuola di Togoville ha funzionato molto bene, gli insegnanti sono bravi, i ragazzi capaci e motivati e quando ci chiedono di iscriversi all'università nella capitale non sappiamo, e non possiamo, dire di no. La scuola in Togo è veramente selettiva, enormemente più che da noi. Basti pensare che solo il 3% di chi si iscrive in prima elementare arriva alla fine delle superiori e che il Bac, l’esame conclusivo analogo al nostro esame di maturità, è superato solo dal 30 % dei candidati (il 97% in Italia). I nostri ciechi non hanno nessuno sconto e devono portare tutte le materie come chi ci vede. Il fatto che ogni anno quasi tutti riescano a superare questi terribili esami ha del miracoloso, e anche per questo non abbiamo mai potuto rifiutare loro la possibilità di studiare ancora. Ai 22 universitari paghiamo le spese di vitto e alloggio, le rette di iscrizione e finanziamo un servizio di supporto con tre professori e due tecnici che preparano il materiale in braille e in MP3. Il tutto ci costa oltre 2000 euro al mese, circa 25.000 ogni anno. Non sono molti in proporzione a quello che facciamo e al loro numero, ma è sempre più difficile trovarli. Abbiamo il 5x1000, fortunatamente, e qualcosa abbiamo recuperato spedendo il container ad anni alterni, e non ogni anno come facevamo prima. Certamente faremo di tutto per continuare a dare loro questa possibilità, perché se lo meritano. Con il vostro aiuto, ovviamente! Grazie di tutto. Flavio Fogarolo Articolo numero 2 Che ci fa una ragazza così grande tra i bambini ciechi di classe prima? Diventata cieca a seguito di un incidente, è a Togoville per imparare il Braille. La storia triste di Abra, cieca a sedici anni Quando, come ogni anno, ci hanno mandato dal Togo la fotografia dei nuovi bambini di classe prima ci siamo subito chiesti chi fosse quella ragazza grande sullo sfondo, dall’espressione avvilita. Si chiama Abra Eyram e ha 16 anni. Qualche anno fa, a scuola, ha avuto un’accesa discussione con una compagna per il possesso di un gessetto. Una normale lite tra bambini ma Abra ha ricevuto un colpo secco al viso che le ha danneggiato seriamente la vista tanto che in seguito, in pochi anni, è diventata completamente cieca. E così è stata accolta presso l’istituto di Togoville per imparare il braille, sperando possa riprendere con successo i suoi studi. Per adesso sta con i piccoli ma dovrebbe recuperare velocemente e riprendere la scuola media. Non è la prima volta che si iscrivono in prima ragazzi già grandicelli, ma di solito è perché nei villaggi più lontani i genitori non sanno che è possibile portare a scuola i bambini ciechi, o non si fidano. Non era mai successo però, per quel che ci ricordiamo, che arrivasse una ragazza diventata cieca a causa di un incidente. A parte Abra, la ragazza, la classe prima di quest’anno è composta da tre nuovi allievi, tutti maschietti: nella foto in alto, da sinistra, c’è Koffi, poi Gédéon e Daniel. Tutti sono più o meno regolari come età. Nella foto: in tre bambini ciechi più piccoli e, dietro, Abra. Articolo numero 3 Sono ben 16 i nostri ex studenti ciechi che adesso lavorano come insegnanti Dopo la scuola: il futuro non è più un incubo e chi ha studiato adesso riesce a farsi valere Da alcuni anni il governo del Togo ha cominciato ad assumere delle persone disabili nelle scuole statali e per i nostri ragazzi ciechi, spesso molto capaci e impegnati, si sono aperte delle interessanti opportunità. In tanti hanno partecipato ai concorsi e sono ben sedici quelli che ce l’hanno fatta. In sette insegnano il braille ai ciechi nella scuola primaria. Due, Gustave e Raphael, sono tornati come insegnanti a Togoville, nell’istituto Kekeli Neva che li ha accolti da bambini, gli altri lavorano in progetti destinati soprattutto all’alfabetizzazione dei ciechi adulti. Sono ben cinque quelli che sono stati assunti come insegnanti al liceo statale di Togoville, frequentato da numerosi studenti non vedenti di Kekeli Neva. Quattro insegnano lingue, inglese e spagnolo, il quinto storia e geografia. Anche se il loro compito sarebbe quello di seguire gli studenti ciechi, non è raro (come ci ha raccontato il preside del liceo durante la nostra ultima visita in Togo) che insegnino a tutta la classe, facendosi apprezzare dagli studenti e dai colleghi. C’è poi Augustin che è stato assunto a Togoville per insegnare ai ragazzi non vedenti ad usare il computer. Infine in tre fanno gli assistenti sociali in un centro di assistenza a Tokoin, dove si occupano dei numerosi ciechi che vi transitano. Queste nuove prospettive di lavoro, inimmaginabili in Togo fino a qualche anno fa, stanno dando speranza a tutti i ragazzi ciechi che da tanti anni si applicano negli studi. Tutti sono molto più motivati e hanno chiaramente il senso che non stanno studiando per nulla e i loro sforzi saranno premiati. Nella foto: un insegnante cieco che spiega alla classe. Didascalia: Jeans Pierre è uno di quelli che le l’hanno fatta. Ex allievo di Kekeli Neva, ha frequentato l’università con il nostro aiuto e adesso insegna spagnolo al liceo statale di Togoville. Articolo numero 4 È arrivato a destinazione il nostro container con tante cose utili per tutti. Davvero molto graditi i registratori per gli studenti «Questi apparecchi ci cambiano la vita» Quello di quest’anno è stato un carico molto impegnativo, anche perché nel 2010 non eravamo riusciti a spedire nessun container e quindi le cose da inviare, e di cui i nostri amici in Togo avevamo bisogno, erano parecchie. Abbiamo mandato una nuova stampante braille e fatta riparare, e caricata in container, quella che non funzionava più. A Togoville ormai non possono più restare senza questi apparecchi e abbiamo fatto quindi un altro sforzo per migliorare le loro attrezzature in modo che la produzione dei libri braille non rimanga più bloccata, per nessun motivo. Un’altra importante novità è stata la fornitura a tutti gli studenti e i liceali di un registratore digitale a testa; ne abbiamo spediti complessivamente oltre 50. È un bell’apparecchio che consente anche di caricare file sonori in MP3 e quindi di ascoltare audiolibri prodotti con il computer e la sintesi vocale. Un altro bel passo avanti nell’autonomia di studio. I nostri insegnanti hanno organizzato dei corsi di formazione per i ragazzi che ci hanno scritto entusiasti: «Questi registratori ci cambiano la vita!». Il container conteneva ovviamente anche tante altre cose: moltissimi vestiti, vari quintali di alimentari, tre bancali di carta braille, strumenti didattici, attrezzi di vario tipo, biciclette, strumenti musicali, occhiali usati… Fino al 2009 abbiamo spedito un container ogni anno ma ultimamente abbiamo dovuto ridurre le spese. L’obiettivo adesso sarebbe quello di spedire un carico ogni due anni, salvo emergenze. E, ovviamente, bilancio permettendo. Nelle due foto: il container a Togoville e un gruppo di ciechi che imparano a usare i registratori. Didascalia: A sinistra: l’apertura del nostro container nel cortile dell’istituto a Togoville. A destra: incontri di formazione per insegnare ai ciechi ad usare i registratori che abbiamo inviato. Articolo numero 5 John e Antoinette e il loro laboratorio di maglieria Marito e moglie, entrambi ciechi, con due bambini di tre e un anno, hanno aperto un piccolo laboratorio in cui producono capi per neonati in maglia. Fino a pochi mesi fa lavoravano in una casupola di paglia, adesso è stato costruito per loro un locale in cemento. Antoniette è stata a scuola a Togoville e ha imparato a scrivere in braille e fare i conti; e questo le torna molto utile adesso, dice, per gestire la loro attività. Nelle foto: John e Antoinette e nel loro laboratorio e sulla porta dell'edificio con in mano alcuni capi d aloro prodotti. Agbé è uno dei più esperti del nostro gruppo di insegnanti di supporto per il numeroso gruppo di studenti universitari ciechi. Per i suoi spostamenti in città, da una facoltà all’altra, l’anno scorso gli abbiamo acquistato una motocicletta. Alcuni giorni fa Agbé è stato aggredito da alcuni malviventi che volevano appunto la sua moto. Ha cercato di difenderla ma ha avuto la peggio: non solo gliel’hanno rubata ma è rimasto seriamente ferito tanto che all’ospedale i medici hanno temuto per la sua vita. Adesso si sta riprendendo. Ha subito un’operazione al collo per eliminare dei coaguli ma sembra non ci siano altre conseguenze. Gli abbiamo scritto che non si preoccupi della moto: a quella ci pensiamo noi. Articolo numero 6 Natale 2011: il saluto di Padre Fabio Gilli Auguri! E grazie per il vostro dono Carissimi del Gruppo S. Francesco d'Assisi, amici e sostenitori tutti In prossimità delle feste natalizie, porgo a tutti il mio cordiale augurio con la promessa della mia preghiera per voi tutti e per i vostri familiari. Chiedo sempre a voi tutti una preghiera per tutti noi in modo speciale in quella notte santa. Flavio Fogarolo durante le mie vacanze, quest’estate, mi ha fatto un regalo a nome di tutti voi. Un regalo che ora mi torna assai utile nello studio, nella riflessione sulla fede e nella preghiera. Posso ora registrare conferenze e esercizi spirituali e poi metterli su DVD e ascoltarmeli con comodo e meditarci sopra. Chiesi questo aiuto a Flavio ed egli si rese conto di che cosa avevo bisogno e provvide a nome vostro. Ve ne sono grato, e ogni volta che lo utilizzo penso a tutti voi e prego il Signore perchè pensi Lui a ricompensarvi Con affetto, vostro nel Signore, P. Fabio Gilli Articolo numero 7 Il dono a cui fa riferimento Padre Fabio Gilli nella sua lettera, e che gli abbiamo fatto quest’estate a nome di tutto il Gruppo S. Francesco, è un lettore per Audio Libri digitale costruito espressamente per i bisogni dei ciechi. Gli abbiamo procurato anche una cinquantina di audiolibri su CD. Ci aveva detto che era rimasto solo con un vecchio lettore di cassette e così ormai non riusciva a leggere più niente. Conosciamo Padre Fabio da tanti anni, ed è stata la prima volta che ci ha chiesto qualcosa per lui e non per i suoi ciechi. Ci è sembrato doveroso accontentarlo. Nella foto: l'apparecchio che abbiamo donato a Padre Fabio. Articolo numero 8 I ciechi di Lomè festeggiano il ritorno di Padre Fabio Ci hanno mandato le foto e un vivace resoconto della giornata del 15 ottobre 2011 quando molti ciechi di Lomè, studenti, occupati e disoccupati, si sono trovati per festeggiare il ritorno di padre Fabio in Togo e, per gli universitari, l’inizio di un nuovo anno di studi. Ogni volta che egli se ne va in Italia lascia tutti con un po’ di apprensione e quando torna tirano un sospiro di sollievo… È più che normale, con tutto quello che ha fatto e sta facendo per loro. Padre Fabio li ha spronati ad essere uniti e forti, e ad avere fiducia nel Signore. Che ci ama sempre - ha detto - nonostante i nostri errori. Tanta musica e tanta gioia, in una sentita giornata di festa. Varie foto con immagini della festa. Intestazione Gruppo San Francesco d'Assisi Associazione di solidarietà ONLUS Sede legale: via Salvi, 13 - 36021 Barbarano Vicentino (Vicenza) Tel. e fax 0444 / 638033 mail: info@grupposanfrancesco.org web: www.grupposanfrancesco.org C.C. Postale n. 18 88 33 55 intestato a "Gruppo S. Francesco d'Assisi ONLUS" Codice IBAN IT07 U076 0111 8000 0001 8883 355 Bancoposta Agenzia di Vicenza Coordinate bancarie: ABI 7601 CAB 11800 Conto 18 88 33 55 Codice Fiscale: 95047860242 Amici di Togoville Kekeli Neva - Dicembre 2011 Pubblicazione registrata presso il tribunale di Vicenza 12/2002 Direttore responsabile: Alberto Carollo.